Una storia da raccontare: la Tenuta di Capezzana

La Tenuta Capezzana, tra le più antiche aziende vinicole toscane, produce vino da oltre 1.200 anni, documentati da pergamene conservate presso gli Archivi di Stato di Firenze, in un territorio, il Carmignano, dove la vite si coltivava già in “epoca preromana”.
In questo avvicendamento di generazioni e di nobili famiglie, dai Bonaccorsi ai Cantucci, dai Bourbon ai Morelli, dai Franchetti Rothschild agli attuali Contini Bonacossi, è rimasta inalterata la terra, capace di donare una materia prima di qualità superiore, abilmente lavorata per proporre vini straordinari.

Il culmine dell’evoluzione è stata la conversione biologica: nella Tenuta di Capezzana da molti anni è stato abbandonato l’uso di diserbanti e concimi chimici, sostituiti con lavorazioni meccaniche e semina di piante leguminose, che hanno permesso il riconoscimento e la certificazione BIO.

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Tra i vini della tenuta di Capezzana, trovano evidenza lo “storico” Carmignano Villa di Capezzana, (la famiglia ha bottiglie dall’annata 1925) che è prodotto per l’80% da Sangiovese e per il 20% da Cabernet Sauvignon, e l’innovativo Ghiaie della Furba Tenuta di Capezzana (nato nel 1979 da un’idea di Ugo e Vittorio Contini Bonacossi, che volevano produrre a Carmignano un vino con un uvaggio bordolese) composto inizialmente da Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot e dal 1992 con Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah.
Una produzione che ha fatto la storia: “Il rispetto verso la terra è cosa fondamentale per un normale agricoltore consapevole che dopo di lui altre persone continueranno il lavoro che egli stesso ha ereditato dalla generazione precedente”.

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