Uno dei capi saldi del nostro sistema, quello che ha contribuito alla nascita di vere e proprie guerre, dando così la possibilità di costruire le basi delle società odierne è il cibo.

Dal sale, all’olio fino ad arrivare al vino, tutto era scritto su una “carta d’identità” sulla quale erano citati i metodi di produzione di ogni tipologia di bevande e piatti, i modi di conservarli e i luoghi dove commercializzarli; ma il punto più importante di questi era l’origine di quel cibo; dove era nato o addirittura quali erano le provenienze della pianta da cui derivava e dove veniva coltivata in quel momento.

Tutto questo per dare un valore aggiuntivo a quel prodotto e un carattere di provenienza che lo rendeva unico e prezioso; era una vera e propria gelosia alcune volte.

Nel medioevo ciò era chiaro, quasi scontato, ma oggi non lo è più.

Si è arrivati ad una situazione molto strana, bizzarra. I prodotti agricoli poveri, veri, quelli nati nelle terre dei contadini vicine alle nostre case non vengono più valorizzati dando preferenza a quelli della grande distribuzione che ci ha portato ad un’inevitabile globalizzazione dei sapori quotidiani. Sugli scaffali dei grandi magazzini troviamo prodotti provenienti da ogni regione d’Italia e anche dal globo; questo è stato un grande passo avanti per la nostra società ovviamente, ma quello che si sta notando è che l’attenzione è ormai totalmente spostata su questi cibi nuovi (che “nuovi” non lo sono più ormai!) dimenticando invece quali sono quelli locali appartenenti a quella zona.

Valorizzare un prodotto locale è un atto imprenditoriale vero e proprio. Uno dei punti cardine della nostra società è proprio quello di rappresentare e tutelare il settore della produzione di beni tutelando le imprese del territorio, sia quelle grandi che quelle più piccole inserite nel campo dell’agricoltura.

Si deve dunque rispettare il lavoro contadino vicino alle nostre case e della nostra regione, in modo da creare un interesse generale verso quei produttori; ognuno di noi, facendo così, parteciperebbe alla creazione di un sistema rinnovato e idoneo alla nostra società che, non dobbiamo dimenticare, è fondata sul lavoro.

È inevitabile un processo di crescita e sviluppo se ci si muove in questa direzione. Promuovere e valorizzare il cibo locale: questo deve tornare ad essere il nostro obiettivo perché ognuno di noi possa tornare ad apprezzare il gusto di questi prodotti vicini a noi.

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