Oggi vogliamo raccontarvi la storia di un vino e della sua cantina, la Cantina di Terlano. Quando nacque la Cantina – nel 1893 – l’agricoltura era uno dei fattori trainanti dell’economia locale e i grandi proprietari terrieri “dettavano” le regole produttive.

Proprio per sottrarsi a questa dipendenza, 24 piccoli viticoltori di Terlano decisero di mettersi insieme fondando la cantina sociale. Oggi, gli attuali 143 soci, coltivano 165 ettari di vigneti, pari a una produzione annua totale di 1,4 milioni di bottiglie.

In questa realtà “moderna” maturano esclusivamente vini DOC, per il 30% rossi e per il 70% bianchi.

Tutti i vini prodotti trovano lo spazio di cui necessitano per crescere e svilupparsi al meglio, grazie all’ampliamento strutturale completato negli ultimi anni.

La produzione si articola in tre linee di qualità: le Selezioni, i Vigneti e i Classici. Inoltre, ogni anno viene immesso sul mercato un vino “raro”, invecchiato per almeno dieci anni, e pensato per dare visibilità alla filosofia di longevità dei vini della Cantina di Terlano.

I presupposti che garantiscono questa longevità sono l’elevato tenore minerale dei terreni, viti vecchie che hanno raggiunto un equilibrio di crescita ottimale, vigneti molto curati con bassa resa per ceppo, e il principio di mettere in cantina solo uve sane e perfettamente mature.

La tradizione della Cantina di Terlano è imperniata sulla vinificazione storica in botti di legno, ma un altro fattore determinante è il metodo “sur lie”, il tutto sotto la cura attenta dell’Enologo Rudy Kofler.

Storie di vini – Cantina di Terlano

Lascia un commento

commenti