Siamo giunti da poco nel 2012 ed è diventato normale assistere a nuove progettazioni del tutto diverse dalle precedenti, soprattutto nell’architettura italiana; strutture moderne, hi-tech, con le forme più strane e innovative. Ma quando queste innovazioni vanno a inserirsi nel solido mondo della viticoltura italiana, tutto questo diventa una notizia, quasi uno “scoop”.

Ieri, alla Triennale di Milano la famosissima cantina produttrice di spumante “Ferrari”, condotta da quello che è considerato il numero uno delle bollicine italiane, Gino Lunelli, ha presentato un progetto che ha dell’incredibile.

Dopo il grande successo avuto in Trentino, i tre figli (Camilla, Marcello e Matteo) hanno deciso di uscire per acquistare altre tenute e cimentarsi in altre sfide enologiche; scelsero i difficili territori di Toscana e Umbria. In quest’ultima regione stanno producendo il Montefalco Sagrantino, una DOCG che sta avendo molto successo per la qualità delle uve (100% Sagrantino derivate da una selezione accurata in vigneto).

Ma in questa tenuta Marcello Lunelli si è voluto spingere più in là e così si è rivolto al famoso scultore Arnaldo Pomodoro commissionandogli un progetto fuori dai canoni di una classica azienda vitivinicola. Una cantina-scultura nuovissima destinata alla produzione, all’affinamento e alla presentazione al pubblico del loro Sagrantino. Così Pomodoro si è sbizzarrito e ha dato vita a una costruzione che lui ha definito in 2 parole: “carapace” e “ziqqurat”.

È costruita interamente in legno ricoperto da rame, modellato (alcune parti anche a mano!) in modo da sembrare “…un’enorme collina artificiale che nasce dal vigneto”. Ma sotto questa strana costruzione c’è movimento, anzi, si lavora per produrre il meglio dalle uve umbre. “Questo è molto importante”, ha riferito ieri Lunelli alla Triennale, “perché al primo posto c’è il vino, quindi doveva essere una struttura destinata principalmente alla produzione e affinamento del nostro vino, che è lo specchio di quello che siamo e del nostro lavoro.”

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