Ci sono giorni in cui l’ambiente esterno e il tempo meteorologico rispecchiano fedelmente lo stato d’animo delle persone. Lo splendore della Valpolicella nel sole di ottobre ha fatto da teatro alla Festa Rosso-Blu di domenica 16 ottobre 2011 a Negrar. Con la 29^ Festa Rossoblu si celebrava anche il 12°Anniversario dell’intitolazione della Via Del Carrista.

Giovani e meno giovani, presenti e “andati avanti” …c’erano tutti, i Carristi di ogni tempo e il sentimento dominante è stato sicuramente il profondo senso di appartenenza che ha trasformato tutto in positivo, persino la commozione, in qualche momento inevitabile. Ritrovarsi poi attorno ad un tavolo, a festeggiare la reciproca compagnia, è stato naturale e bellissimo. Gli esseri umani hanno fatto di un gesto istintivo come nutrirsi, qualcosa di elevato, che riunisce, esalta e cementa i legami familiari, l’amicizia, la collaborazione.

Quando accogliamo qualcuno alla nostra tavola, quando mangiamo con le persone che amiamo, con amici o con persone a noi vicine nell’attività lavorativa, è come se idealmente iniziassimo a camminare insieme. Dopo non saremo più degli estranei gli uni per gli altri, perché abbiamo condiviso il primario bisogno di cibarci, sublimato e reso nobile con la conversazione, con lo scambio delle idee e delle emozioni e con il brindisi, a volte solenne, a volte scherzoso, che i commensali si concedono, con il sorriso sulle labbra e i bicchieri sollevati. Non si mangia alla stessa tavola, né si alza il calice, con un nemico. E al rito del brindisi nemmeno le persone astemie si sottraggono mai, perché è un gesto carico di significati positivi e benauguranti, negli affetti, nella salute, negli affari. Perché il vino, che è a sua volta prezioso alimento, è allo stesso tempo anche suggello di patti amicali, risalto per le occasioni festose, ed è anche un premio.

E anche alla festa rosso-blu il vino è stato un premio, un premio ambito, sia come significato, sia come valore, una pregiata bottiglia di recioto donata a fine pranzo agli stretti collaboratori e alle persone che avevano contribuito alla riuscita della festa. L’ho ricevuta io stessa, con molta umiltà e con molto orgoglio allo stesso tempo.

Moliere diceva che “Grande è la fortuna di colui che possiede un buon libro, un buon amico e una buona bottiglia di vino” …Se poi il vino è il prezioso recioto di Negrar…

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