Alla scoperta dei vini naturali

Panorama naturale

Esplorare il mondo dei vini naturali significa avventurarsi in un territorio dove la natura e la tradizione si fondono in modo armonioso. Si tratta di un prodotto puro, privo di manipolazioni artificiali e additivi chimici usati normalmente nel processo di produzione vinicola. L'assenza di pesticidi, fertilizzanti e lieviti di sintesi caratterizza il vino naturale, ottenuto tramite fermentazione spontanea, senza l'aggiunta di zuccheri o mosti concentrati. Le uve vengono raccolte manualmente e il vino non subisce chiarificazione o microfiltrazione. Questo può portare a un aspetto torbido, non sinonimo di difetto, ma espressione di un particolare sapore e struttura. Il ruolo del vinificatore, artefice di queste fasi, risulta fondamentale per garantire qualità ed autenticità.

Cos'è il vino naturale: una definizione

Immergiamoci nel mondo affascinante dei vini naturali con l'acquisizione di una consapevolezza netta sulla loro definizione. Con "vino naturale" intendiamo un prodotto vitivinicolo privo di manipolazioni artificiali e di additivi chimici, siano essi usati sulla pianta durante la crescita o nel processo di produzione del vino stesso. Un vino naturale prende forma nei vigneti localizzati in aree con una particolare vocazione vinicola, dove la produzione non viene forzata ma lasciata al naturale sviluppo dell'equilibrio e della forza delle piante. La chiave è lavorare con metodi sostenibili sfruttando la fertilità naturale del suolo, in modo tale che le uve giunte in cantina siano sane, ricche e perfette per far partire la produzione di un autentico vino naturale. Partendo poi dalla natura del vino, entriamo brevemente nel dominio del vino biodinamico. Nonostante sia simile al vino biologico, la biodinamica pone limiti più stringenti sul contenuto di solfiti: 70 mg/l per i rossi, 90 mg/l per i bianchi e 60 mg/l per i frizzanti. Infine, vogliamo introdurre un'altra terminologia chiave nel mondo dei vini naturali: i Vini Triple A – Agricoltori, Artigiani, Artisti. Questa è una definizione ideata per distinguere i vini che resistono alla standardizzazione del gusto. Il Vino Triple A è frutto di un percorso agricolo e di una vinificazione che trova nel rispetto della tradizione il suo significato più autentico. Dunque, i vini naturali rappresentano una categoria di vini i cui metodi di produzione rispecchiano al meglio la potenza e l'equilibrio della natura, favorendo produzioni sostenibili e contribuendo a rendere ogni sorso degustato un'esperienza autentica e piena di significato.

La differenza tra vini naturali, biologici e biodinamici

Nell'affascinante mondo del vino, i termini 'naturale', 'biologico' e 'biodinamico' si sovrappongono spesso. Alla scoperta dei vini naturali, occorre prima comprendere la distinguibilità tra queste definizioni. Ciascuno rappresenta un escalazione di pratiche agricole rispettose dell'ambiente e di vinificazione naturale, ma ciascuno ha specifiche caratteristiche. Per prima cosa, il vino biologico proviene da uve coltivate senza l'uso di agenti chimici in vigna, seguendo le norme dell'Unione Europea. La sua vinificazione è realizzata con l'uso di prodotti certificati biologici con un limite di solfiti. Questo criterio di produzione è garantito da enti certificatori specifici. Mentre, passando al vino biodinamico, lo scenario si evolve ulteriormente. Questa tipologia di vino, oltre ad applicare le pratiche biologiche, implementa l'uso di preparati biodinamici e rispetta specifici ritmi naturali nel ciclo di produzione. Questo schema proviene da una filosofia agricola sostenibile ideata da Rudolf Steiner, cercando la perfetta armonia con l'ecosistema terrestre. Il suo rispetto delle linee guida è certificato esclusivamente da Demeter. È importante osservare, che sia il vino biologico che il biodinamico non azzerano i solfiti ma limitano ulteriormente la loro presenza: 70 mg/l nei vini rossi, 90 mg/l nei vini bianchi e 60 mg/l in quelli frizzanti. Infine, il vino naturale, non ha una certificazione standard, ma generalmente i viticoltori che lo producono si impegnano a praticare un'agricoltura organica o biodinamica, con minimi interventi sul vino durante la vinificazione.

Come riconoscere un vino naturale: caratteristiche e peculiarità

Alla scoperta dei vini naturali, è importante conoscere le caratteristiche e peculiarità che li distinguono. Nello sfera enologica, un vino naturale, anche conosciuto come vino secondo natura, vino vero o vino artigianale, è una speciale categoria di vino realizzato a partire da uve biologiche. Questi vini sono frutto di una viticultura che esclude l'utilizzo di tutte le sostanze chimiche di sintesi, ricorrendo soltanto a trattamenti a base di rame e zolfo. Le basse rese sono un altro aspetto distintivo dei vini naturali. Inoltre, una vigna naturale è facilmente riconoscibile per la varietà di vegetazione che ospita, essendo un habitat per una moltitudine di fiori, piante ed erbe spontanee. Quando si parla di vinificazione, il vino naturale sancisce una fermentazione spontanea del mosto, senza l'utilizzo di altre sostanze, tranne, in alcuni casi, piccole quantità di anidride solforosa. La mancanza di interventi chimici e artificiali durante la produzione accentua le proprietà organolettiche del vino naturale. Un buon vino naturale si riconosce alla vista: il colore dovrebbe essere limpido, senza sfumature cromatiche legate ad un'eccessiva ossidazione. La chiarezza è un indicatore di qualità perché suggerisce l'assenza di sedimenti sul fondo della bottiglia, testimoniando una corretta conservazione. Anche i criteri tradizionali di catalogazione dei vini - come colore, profumo e aroma, nonché parametri come acidità, dolcezza, grado alcolico, astringenza e corpo - contribuiscono a definire le caratteristiche di un vino naturale. Il risultato è un prodotto unico, in grado di offrire un'esperienza di degustazione profondamente autentica ed ecologica.

La produzione del vino naturale: il processo dalla vigna alla bottiglia

Nel viaggio alla scoperta dei vini naturali, una tappa fondamentale è comprendere il corposo processo produttivo che intercorre dalla vigna alla bottiglia. Il vino naturale ha origine da vitigni dediti al loro habitat, coltivati senza forzature, mantenendo un equilibrio vitale della pianta e nutrendo il suolo per assicurarne la fertilità. L'arco del processo inizia con la raccolta delle uve, sane e ricche, provenienti da una viticoltura rispettosa e vocata. Queste uve caratterizzano l'unicità dei vini naturali, essenziali nel dare origine a un prodotto che rispetta la terra e i suoi ritmi. Una volta giunte in cantina, le uve si immergono in una trasformazione chimico-biologica conosciuta come fermentazione alcolica. Una danza naturale in cui gli zuccheri presenti nel mosto si trasformano in alcol etilico e anidride carbonica, grazie all'azione dei lieviti. Questi microorganismi, presenti sulla buccia e sui graspi dell'uva, sono componenti chiave in questo processo di metamorfosi enologica. Con l'arrivo della primavera, e delle temperature calde, si avvia la rifermentazione in bottiglia. I lieviti rimasti nel vino, in virtù della mancanza di filtrazione, riprendono a fermentare, trasformando gli zuccheri residui in alcool e anidride carbonica. Questa fase porta alla creazione delle bollicine all'interno della bottiglia, un distintivo di qualità e naturalezza. La produzione del vino naturale è uno scrigno di sapere e doti vinicole, un ponte tra uomo, natura e cultura del vino. Un viaggio continuo alla scoperta dei vini naturali, dove ogni passaggio è un tuffo nelle tradizioni e nelle tecniche di coltivazione e produzione più rispettose del territorio e dei suoi frutti. Un racconto nel calice, composto dall'amore per la terra, dal rispetto per la vigna ed il lavoro di cantina, che porta a bere inevitabilmente alla salute del Pianeta.


Autore: Marco Di Pompilio. Appassionato di vino, esperto sommelier dal 2012.

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