“È per me un onore, e ogni volta una commozione, dare ufficialmente inizio ai lavori di Terra Madre 2010!”.
Sono le prime parole con le quali il presentatore ufficiale dell’inaugurazione della quarta edizione di Terra Madre “apre le danze”.

Un boato assordante e uno scroscio di applausi inonda il Palaolimpico Isozaki di Torino dove, da 4 anni, avviene l’incontro mondiale delle comunità del cibo che riunisce attori della filiera agroalimentare da oltre 160 Paesi, impegnati a difendere e promuovere modi di produzione rispettosi dell’ambiente, attenti alle risorse naturali, alla conservazione della biodiversità e alla giustizia sociale.

Ma cos’è Terra Madre?
Terra Madre è una rete di persone di tutto il mondo (persino le più piccole comunità indigene) che vogliono costruire un sistema alimentare Buono, Pulito e Giusto come esplica il motto di Slow Food, ma non solo; questo sistema deve e dovrà rispettare gli equilibri della terra in cui ognuno di noi vive, la dignità dei produttori (contadini, pescatori, anziani…) e non ultima la salute dei consumatori.

Dopo le parole del presentatore è il turno del coro Pequeñas Huellas, un coro composto da bambini e ragazzi provenienti da tutto il mondo e di ogni fascia di età, dai più piccoli di 5 anni ai più grandi di 20. Anche loro, data la bravura, ricevono numerosi applausi mentre nel Palaolimpico sfilano tutte le bandiere dei 160 Paesi presenti.

Vengono poi invitati sul palco 5 persone da 5 zone diverse del mondo per parlare della loro situazione e di come stanno portando avanti il loro lavoro in sintonia con le idee di Terra Madre: Brasile, Siberia, Etiopia, Australia, Europa.

Infine è il turno di Carlin Petrini, presidente di Slow Food e ideatore di questa “pazzia” (così è definita Terra Madre da egli stesso); egli fa un lungo discorso in cui dice di affidare ai giovani il compito di portare avanti questa grandiosa “Assemblea” e inoltre di unire la modernità che ormai ci circonda in ogni dove con le nostre vere origini: la Terra, Madre di tutti noi! Così da aiutarci a migliorare sempre più questo sistema alimentare rispettoso di ogni singolo individuo.

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