È conosciuta in tutto il mondo come una delle più importanti manifestazioni nel campo dell’Alta Gastronomia, richiama i 60 chefs più abili al mondo e vede la partecipazione di un grande numero di appassionati del mondo della gastronomia, anno dopo anno.

Stiamo parlando della settima edizione di Identità Golose 2011 svoltasi anche quest’anno a Milano; il tema seguito dalla manifestazione di quest’anno è stato “Il Lusso della semplicità: i segni e i gesti”: esso quest’anno si focalizza sul nuovo modo di approcciarsi al consumo del buon cibo e alla riuscita di progetti low cost senza mai rinunciare alla qualità dei prodotti e al rispetto della terra, futuro delle prossime generazioni.

In questi anni molte cose sono cambiate nel mondo della gastronomia: le possibilità economiche sono sempre minori ma dall’altra parte c’è un cliente che si rende sempre più conto dell’importanza di mangiare bene, mangiare prodotti che rispettino la natura e che rendano quindi possibile ai giovani che verranno un futuro solido; si è voluto anche ricordare l’importanza dei gesti che caratterizzano ogni chef, perché sono quei gesti che rendono un piatto unico e irripetibile ogni volta che lo si ripropone.

Così Identità Golose 2011 è voluta entrare in scena quest’anno; sul palco delle varie sale aperte al pubblico sono saliti i più grandi e famosi chefs del mondo (da Antonello Colonna a Carlo Cracco, da Davide Oldani a Marta Grassi).

Il Vinauta ha partecipato a molti incontri ma uno in particolare ha colpito per la sua semplicità nel preparare 2 prelibatezze di alta pasticceria in un modo molto semplice e genuino: Franco Aliberti, pasticcere del Ristorante Vite e della Comunità di San Patrignano con cui il Vinauta ha stretto una forte collaborazione in quanto ha sposato le stesse ideologie di questa realtà non così semplice da affrontare. È un passo importante per tutto il Team perché ci rende sempre più vicini a queste realtà, alle volte dimenticate, ma che riservano dei veri e propri “gioielli” che portano sempre più in alto il modo di approcciarsi alla gastronomia.

Lascia un commento

commenti