Chernobyl e Fukushima: 2 disastri che lasceranno un drammatico ricordo nella storia ma che, visti da una diversa angolatura, hanno dato “l’input” per una scoperta che ha dell’incredibile: il vino rosso contrasta le radiazioni nucleari presenti nel corpo.

È quanto scrivono Michael Epperly e Kazunori Koide, dell’Università di Pittsburgh, sull’illustre magazine “Medicinal Chemistry Letters”; alcune ricerche riguardanti le persone esposte a radiazioni nucleari hanno portato alla luce questa incredibile scoperta: nelle bucce delle uve rosse sono presenti fenoli, il resveratrolo, che ha una potente azione antiossidante nonché riesce a contrastare, e alcune volte combattere, le radiazioni nucleari presenti nel corpo.

Il resveratrolo è quindi presente in grande quantità nei vini che sono stati per lungo tempo a contatto con le bucce degli acini, quindi sicuramente i rossi e ancora di più i rossi invecchiati; ma è anche presente in alcune piante per difendersi da patogeni esterni quali batteri e funghi che altrimenti le danneggerebbero.

L’azione antiossidante dell’acetilresveratrolo, questo è il nome completo, risulta molto efficace per contrastare gli effetti che i raggi gamma, presenti nelle radiazioni nucleari, hanno sul nostro organismo. Per adesso gli studi sono stati fatti su cavie animali, ma gli studi sull’uomo stanno iniziando e i ricercatori sono molto ottimisti.

E allora… “cin, cin!” con un buon bicchiere di vino rosso!
Visto che prevenire è meglio che curare, ecco una piccola selezione di rossi:
Barbera d’Asti Superiore Marchese Sant’Emiliano, Marchesi Incisa
Pinot Nero Marchese Leopoldo, Marchesi Incisa
Syrah Riserva Delia Nivolelli, Caruso & Minini
Bonarda Macchiona, La Stoppa

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