Una nuova e curiosa tecnica di spumantizzazione è stata collaudata recentemente; ha fatto da subito un successo incredibile tanto da ricevere richieste e complimenti da paesi lontani quali Cina e Stati Uniti.

Sto parlando del nuovo spumante Abissi dell’Azienda Vinicola Bisson che nel Chiavarese, provincia genovese affacciata sullo splendido mare ligure, ha fatto un improvviso salto di qualità riuscendo a creare un prodotto unico nel suo genere.

L’idea è venuta al proprietario stesso dell’azienda vinicola, Piero Lugano, il quale ha avuto l’ingegno di fondere insieme le sue due grandi passioni – il mare e il vino – creando così una novità mondiale assoluta. Egli si è ispirato alle anfore di età greco-romana ritrovate nei relitti di navi antiche che avevano conservato il nettare in esse contenuto ridando vita ad un vino intatto nelle sue proprietà organolettiche.

Così Piero Lugano, accompagnato dai suoi amici fedeli che hanno creduto in questa sua “follia”, ha realizzato l’idea e il 22 maggio 2009 ha posato in fondo al mare 6.500 bottiglie racchiuse in 12 gabbie di acciaio inox, a una profondità di 60 metri in località Cala degli Inglesi -una baia incontaminata della riserva marina, tra il faro di Portofino e la Cala dell’Oro-.

In fondo al mare ci sono tutte le condizioni favorevoli per l’ottimo e riuscito affinamento di uno spumante metodo classico…” ha affermato Piero Lugano soddisfatto, “…la profondità è quella giusta, la temperatura è costante a +15°, il vino è in penombra e in contropressione”.

Le bottiglie sono rimaste nelle profondità del mare per 18 lunghi mesi ma ancora prima di riemergere sono andate a ruba: richieste di appassionati di vino da ogni parte di Italia e del mondo che hanno aspettato tutti quei mesi per portare sulla loro tavola un “relitto sottomarino”, anzi un Abisso.

L’ultima stravagante idea del titolare dell’azienda Bisson è stata svelata recentemente: un progetto anch’esso ancora più incredibile di Abissi: “…Vorrei realizzare un vigneto navigante su una portaerei dismessa”.

Forse qualche immersione di troppo negli Abissi?

Questa particolare bottiglia ci ha riportato nelle profondità del mare, semplice pensare ad un abbinamento con una frittura di pesce oppure con una tagliata di tonno.
I profumi ci hanno ricordato molto la mineralità, mentre al palato è risultato molto fresco e con un’acidità bilanciata. Alla vista il colore giallo paglierino accesso metteva in risalto l’incredibile e inusuale persistenza del perlage presente in ogni bicchiere, dall’inizio alla fine.

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